REUNION | 40 anni di Servizio Civile con Caritas (1977-2017)

Era il 1977 quando per la prima volta prese avvio l'esperienza dell'obiezione di coscienza in Caritas. Oggi, nel 2017, a distanza di 40 anni tante cose sono cambiate: l'esperienza dell'obiezione di coscienza è scomparsa dopo l'abolizione dell'obbligatorietà del servizio di leva. Tuttavia, questa esperienza ha dato vita alla nascita di altre possibilità: il Servizio Civile Volontario e l'Anno di Volontariato Sociale.

Caritas Diocesana di Brescia ha voluto celebrare questo anniversario con un incontro fra tutti coloro che in questi 40 anni hanno vissuto l'esperienza dell'obiezione di coscienza, del servizio civile o dell'AVS. REUNION è stata un'occasione per permettere a obiettori e volontari di ritrovarsi e per riconoscere insieme il valore che questa ha rappresentato nella storia di ciascuno di noi e delle realtà civili ed ecclesiali bresciane che vi hanno preso parte. L'incontro si è svolto venerdì 26 maggio 2017 alle ore 20.00 presso Brixia Forum (via Caprera, 5 - Brescia).




 

I frutti superano sempre le promesse dei fiori.

E’ a questa frase che Caritas Diocesana di Brescia consegna l’esperienza della REUNION. Siamo noi. Quelli del servizio civile e dell’a.v.s.
Un’esperienza di incontro-racconto che ha visto i trecento partecipanti condividere un menù a base di verbi - “ricordare” e “riconoscere” – e di domande – “cosa ricordo di quella esperienza?” e “cosa continua a vivere in me di quella esperienza?”
Un’esperienza di incontro-racconto che ha dato frutti, quelli che simbolicamente ogni tavolo ha provato creativamente a rappresentare e a farne dono al Vescovo Luciano.

Per approfondire:


Servizio Civile 40 anni_incontro sala Libretti 05.05.2017

(foto Ortogni - NEG)

Servizio Civile 40 anni_incontro sala Libretti 05.05.2017

(foto Ortogni - NEG)

Servizio Civile 40 anni_incontro sala Libretti 05.05.2017

(foto Ortogni - NEG)

Servizio Civile 40 anni_incontro sala Libretti 05.05.2017

(foto Ortogni - NEG)

Servizio civile: con la Caritas 40 anni di impegno

“Non si dà innovazione se non c'è una memoria e non si dà futuro se non si ha il coraggio di rivisitare e rilanciare proposte, futuro, a partire da una memoria che ha forti radici. Una pianta non nasce domani e parte da lontano. Questa esperienza ha una storia lunga, ha una memoria lunga e soprattutto ha una memoria che ha visto il convergere di mondi e di esperienza culturali diverse.”

Con queste parole, don Amerigo Barbieri ha aperto il momento di approfondimento culturale sul significato storico, la portata profetica e l’attualità dell’obiezione di coscienza e del servizio civile: STORIA, MEMORIA E PROFEZIA DELL’OBIEZIONE DI COSCIENZA E DEL SERVIZIO CIVILE, che si è svolto venerdì 5 maggio 2017 alle ore 18.30 presso la Sala Libretti del Giornale di Brescia.

L'incontro è stato l'occasione per sentire le voci di alcuni testimoni che hanno vissuto l'esperienza del servizio civile, dalle sue origini fino ai giorni nostri, e capire cosa è rimasto oggi di quell'esperienza.

Alberto (1988) - "Attualmente nella mia attività lavorativa ho un costante rapporto con i ragazzi e il mio modo di condividere l'esperienza del servizio civile è proprio quello di essere sostanzialmente vero con loro, di togliere un po' quelle barriere che avevo e che ho dovuto necessariamente togliere per condividere. […] Ecco, io sento proprio che servizio civile mi ha dato questa forza di verità."

Paolo (1991) - "Noi obiettori di Caritas avevamo un privilegio grande: il fatto di vivere insieme come scelta di comunità, ma anche il fatto di fare la formazione insieme. Io sentivo altri “colleghi” che erano un po' lasciati da soli; noi avevamo questa grande forza di dare un senso al percorso e di arricchirlo di temi importanti che poi sono stati un'occasione grande per il resto. […]
Per me è stata un'esperienza grande che mi ha segnato per tutta la vita nell'impegno in famiglia (sono padre di due figli e marito), nell'impegno in parrocchia naturalmente e nell'impegno anche in politica."

Irene (2014) - "Ho sempre poi pensato che quest’anno non doveva finire così: è iniziato con un’esperienza [in missione], è poi proseguito con questo anno che ho usato per mettermi un po' a servizio, e poi non poteva essere una parentesi chiusa. Ho avuto poi la fortuna di iniziare questa nuova esperienza con la cooperativa Kemay di Caritas: adesso faccio parte dell'equipe che si occupa di un progetto di accoglienza dei richiedenti asilo e sono ancora immersa in questa fantasia di culture e di colori... Me la sto portando dentro ancora oggi, tutti i giorni. Quindi questo anno non si è concluso ma è stato l'inizio di risposte che si sono poi concretizzate con il mio lavoro."