Sisma centro Italia

L'INVERNO AD AMATRICE: IL CALORE DELLA SOLIDARIETA'

di Nicole Orlando


L’abitato di Cossito oggi conta tre roulotte, una tenda, una casetta in legno e quattro container. Residenti: dieci persone, quattro cani. In quel che resta di questa frazione di Amatrice ci si arriva passando per la “vecchia” Cossito, in gran parte crollata il 24 agosto, inagibile, inabitabile. Chi ha deciso di restare dopo il terremoto si è adattato a vivere in un piccolo campo poco oltre il paese che rimane sullo sfondo, osservato come un ricordo sempre presente. Si resiste per amore e per lavoro: la terra, le “bestie”, un’attività graziata dal sisma.
A Cossito è stato un lungo inverno di lavoro: le tende, dove si è vissuto per mesi, sono state da poco smontate con l’arrivo dei container di Caritas Lombardia. Piccoli moduli abitativi che riparano dalla neve e dal fango, dalle scosse e dal freddo. Lo spazio non è abbondante ma prezioso, le famiglie convivono a stretto contatto e ognuno dà il proprio contributo per migliorare la condizione d’insieme. E non da soli: a gennaio, dopo l’avvio dei gemellaggi con le frazioni di Amatrice colpite dal terremoto e i primi sopralluoghi, la Delegazione Caritas Lombardia è arrivata con i propri operatori e volontari, che hanno lavorato fianco a fianco con i residenti per sistemare gli impianti idraulici e costruire delle tettoie antipioggia, scesa abbondante.
La progettazione e il coordinamento delle operazioni sono affidati ad Alberto Minoia, responsabile dell’Area emergenze nazionali di Caritas Lombardia, alle spalle esperienze in aree colpite da catastrofi naturali e umane, dal terremoto dell’Aquila alla guerra in Bosnia, dall’Afghanistan alla Siria. “Ogni emergenza è diversa”, ripete ai giovani operatori che per un anno daranno sostanza alla presenza di Caritas Lombardia nei territori terremotati: in questo caso l’obiettivo è affiancare la Caritas di Rieti nella ricostruzione della comunità, “che è trasformata – spiega Minoia - perché molti di quelli che c’erano non ci sono più, purtroppo morti durante il terremoto. Ed è una comunità trasferita, perché molte famiglie si sono spostate nei comuni della costa, o nella Capitale, e chi rimane non vive nelle proprie case ma in soluzioni temporanee: camper, roulotte, container”.
Una comunità che tornerà tuttavia a ricomporsi, aggiunge don Dario Crotti, Referente del gruppo regionale emergenze e mondialità: “Quando saranno pronte le Sae, soluzioni abitative d’emergenza che il Governo sta costruendo ad Amatrice e dintorni, si dovrà cercare di ricostruire anche il tessuto sociale”.
Intanto la Delegazione sta lavorando su diversi fronti, e sono diversi i progetti avviati: oltre alle migliorie per gli abitanti di Cossito anche la sistemazione del magazzino di Rieti, dove convergono gli aiuti in arrivo da tutta Italia, la gestione della tenda di distribuzione dei beni e di ascolto ad Amatrice, sempre di più punto di riferimento di una collettività a tratti spaesata, ma tenace. Entro giugno saranno posizionati poi altri container, oltre a quelli già arrivati.
L’equipe di Caritas Lombardia – Mariarosa, Giulia e Alessandro, insieme ai “colleghi” di Caritas Basilicata e Lazio, Uccio e Rolando – lavora a pieno regime, con gambe e braccia, orecchie e cuore, al fianco di chi rimane. Il progetto è a lungo termine, e non si esaurisce con la fase di “emergenza” vera e propria ma prende vita ogni giorno, per ricostruire, oltre alle case, la comunità che abita questi luoghi.

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