Richiedenti asilo

Dall’appello del Vescovo Luciano (2 settembre 2015), la mobilitazione dei parroci della Diocesi di Brescia per la raccolta di informazioni circa le modalità di gestione dell’esperienza di microaccoglienza e assistenza a favore di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale si è tradotta in effettive ospitalità (31 dicembre 2016: 153 richiedenti ospitati) all’interno di 29 parrocchie (comprese Caritas di Darfo e 3 parrocchie che per l’accoglienza hanno affidato i propri locali ad altre cooperative).
A supporto di questa rete di accoglienza, animata da numerosi volontari, Caritas Diocesana di Brescia ha nel tempo garantito l’attivazione di specifiche competenze professionali: a oggi sono 34 gli operatori complessivamente attivi. Tra questi, un operatore sta seguendo il progetto “Rifugiato a casa mia”, promosso dall’Ufficio Immigrazione di Caritas Italiana, a cui Caritas Diocesana di Brescia, Ufficio Oratori e Centro Missionario Diocesano hanno aderito (Raccolta San Martino, 14 novembre 2015; Iniziative Quaresima Missionaria 2016) e vede coinvolte 2 famiglie bresciane.
In collaborazione con C.F.P. Canossa sono stati organizzati quattro differenti corsi di formazione professionale (due per panificatore, uno per pizzaiolo, uno di addetto alla cura del verde) finalizzati all’apprendimento di competenze professionali base, spendibili poi per la ricerca di un lavoro e per una futura integrazione.
Per approfondire, scarica il pieghevole Emergenze e dintorni n° 1/2017.

Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2017

In occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato (15 gennaio 2017), Caritas Diocesana di Brescia e Cooperativa Kemay hanno organizzato un incontro che ha visto la partecipazione delle parrocchie coinvolte nel progetto di microaccoglienza.
L'incontro In cerca di casa: ESODI E INCONTRI si è svolto giovedì 12 gennaio 2017 presso il Centro Pastorale Paolo VI ed ha visto la presentazione di alcune esperienze dalle comunità accoglienti della diocesi di Brescia e la testimonianza di Livio Senigalliesi, fotoreporter autore del documentario Inside the Balkan route.
Nel corso della serata è stato anche possibile degustare alcuni prodotti da forno preparati dai richiedenti asilo che hanno partecipato al corso di panificatore e pizzaiolo (realizzato in collaborazione con CFP CANOSSA – Brescia); a questi, a conclusione dell'incontro, sono stati consegnati gli attestati di partecipazione ai corsi.

 

 

Al Convegno diocesano delle Caritas Parrocchiali 2016

In cerca di casa: esodi e incontri (Kemay Cooperativa - Accoglienza richiedenti asilo e Inside the Balkan Route): è una delle quattro esperienze, presentate nel corso del Convegno delle Caritas parrocchiali dello scorso 8 ottobre 2016, su cui in maniera riflessiva ha preso corpo l’intervento di padre Giacomo Costa sul rapporto tra carità e giustizia. A partire dall’accogliere, il convegno ha infatti inteso promuovere la riflessione sulle caratteristiche di una Chiesa capace di misericordia, chiamata a risvegliare le coscienze e a anticipare fenomeni e scenari futuri permeati da un rinnovato rapporto tra carità e giustizia.

 

L'accoglienza della Chiesa Bresciana: l'aggiornamento al 20 maggio 2016

122 persone accolte dalla Chiesa Bresciana.

18 parrocchie sono già attive per l’accoglienza di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale, in quanto hanno formalmente ottemperato agli obblighi formali e amministrativi richiesti e registrato il positivo parere del Consiglio Pastorale Parrocchiale: parrocchie della Badia e del Violino (8 persone accolte), parrocchia S. Alessandro (8), parrocchia S. Maria della Vittoria (6), parrocchia di Calcinato (3), parrocchia S. Barnaba (3), parrocchia di Quinzano (4), parrocchia di Pontevico (2), parrocchia di Corteno Golgi (6), parrocchia di Travagliato (4), parrocchia di Calvisano (4), parrocchia del Buon Pastore (5), parrocchia di San Paolo (3), parrocchia del Sacro Cuore (5), parrocchia di Botticino (4), parrocchia di Darfo (6), parrocchia di Orzinuovi (4), parrocchia di Passirano (5).

Oltre alle accoglienze di recente attivazione, va considerato il Centro di Accoglienza e Ascolto Caritas di Darfo Boario Terme (12 persone accolte), primo in provincia a dare la disponibilità all’accoglienza dei Richiedenti Protezione Internazionale (marzo 2014).

Accanto alle esperienze di micro-accoglienza delle parrocchie si aggiungono:

  • 8 persone accolte presso la Comunità Missionaria di Villaregia a Lonato del Garda;
  • 12 persone accolte all’interno di 3 unità abitative gestite da Caritas Diocesana Brescia, in genere utilizzate per interventi di housing sociale, a Brescia e a Motella-Borgo San Giacomo
  • 1 persona accolta presso la Piccola Casa della Carità di Caritas Diocesana di Brescia
  • 9 posti in accoglienza temporanea presso la Fondazione Padre Marcolini, per Richiedenti in attesa di essere trasferiti nei progetti di micro-accoglienza delle parrocchie.

3 parrocchie saranno attive a giugno.

30 persone sono inoltre accolte a Brescia dalla Fondazione Padre Marcolini

 

Il grazie del Vescovo alle comunità accoglienti i richiedenti asilo

Venerdì 29 gennaio, il Vescovo Luciano Monari ha incontrato i sacerdoti che hanno risposto all’appello di realizzare esperienze di micro-accoglienza di richiedenti asilo nelle comunità parrocchiali.
Un incontro, organizzato da Caritas Diocesana di Brescia, finalizzato a condividere lo stato dell’arte delle diverse storie di accoglienza  che in questi cinque mesi stanno prendendo forma nella Diocesi di Brescia.
Tra le storie di accoglienza già entrate nel vivo della sfida della quotidianità, quelle delle parrocchie di Darfo, Botticino, Villaggio Violino e Badia, S. Alessandro - Brescia, Calcinato, Pontevico, Quinzano, Alfianello, S. Maria della Vittoria-Brescia, S. Barnaba-Brescia e della comunità missionaria di Villaregia (Lonato del Garda).
Al "doveroso grazie" per l’impegno profuso, il riconoscimento nelle esperienze presentate del valore dei legami: "Sono contento del vostro insistere sui legami, sulle relazioni, perché l’inculturazione avviene nei rapporti tra le persone, nel riuscire a dialogare, soprattutto quando si riesce a fare qualcosa insieme. Per questo credo che l’accoglienza diffusa sia la scelta migliore perché diventa molto più facile creare legami ed è questo uno dei cammini privilegiati: per i richiedenti asilo, perché si sentono riconosciuti e impegnati; per noi, perché entriamo in contatto con realtà umane autentiche e diverse dalla nostra. E questo ci mette in crisi, ma ci fa anche rigenerare in umanità".

Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2016

La 102esima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato dello scorso 17 gennaio 2016, sul tema Migranti e rifugiati ci interpellano. La risposta del Vangelo della misericordia”, si inserisce nell’Anno della Misericordia a partire dalla bolla Misericordiae vultus: “Non cadiamo nell’indifferenza che umilia, nell’abitudinarietà che anestetizza l’animo e impedisce di scoprire la novità, nel cinismo che distrugge. Apriamo i nostri occhi per guardare le miserie del mondo, le ferite di tanti fratelli e sorelle privati della dignità, e sentiamoci provocati ad ascoltare il loro grido di aiuto [...]. Che il loro grido diventi il nostro e insieme possiamo spezzare la barriera di indifferenza che spesso regna sovrana per nascondere l’ipocrisia e l’egoismo” (n. 15). In questa prospettiva, il Santo Padre presenta il dramma dei migranti e rifugiati come una realtà che deve interpellare i singoli e le collettività, la Chiesa e la comunità umana.

Dall’appello del Vescovo Luciano (2 settembre 2015) a oggi, si registra, da un lato, la continua mobilitazione dei parroci per la raccolta di informazioni e approfondimenti sulle modalità di attivazione e gestione dell’esperienza di micro-accoglienza e assistenza a favore di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale, dall’altro, la traduzione di questa manifestazione di interesse in effettive ospitalità.

 

 

Per approfondire:


Partita a calcetto Fornaci

profughi - biciclette

Emergenza profughi primavera 2011

A seguito dell’arrivo sulle coste italiane di migliaia di cittadini stranieri provenienti dal Nord Africa, si è palesata l’esigenza di organizzare un’accoglienza straordinaria su tutto il territorio nazionale. Da subito la rete nazionale delle Caritas si è attivata dietro sollecitazione delle istituzioni con la messa a disposizione di oltre 3.000 posti potenzialmente attivabili.

A questo link è possibile visualizzare un estratto da UN ANNO CON CARITAS 2011 che riporta l’impegno di Caritas Diocesana Brescia e della rete locale Caritas. Oltre al vitto ed all’alloggio, le persone accolte sono state seguite da mediatori culturali, assistenti legali, psicologi e hanno partecipato a corsi di alfabetizzazione e informatica.