Mali, il conflitto dimenticato

Dopo l’offensiva dei gruppi ribelli e l’intervento militare francese, giunto al quinto giorno di raid aerei, si aggrava la situazione umanitaria in Mali, da mesi teatro di violenze diffuse e massicci spostamenti di popolazione. A fine dicembre erano già oltre 400.000 i profughi, che da marzo 2012 erano fuggiti dal Nord del paese verso il Sud, nelle aree di Mopti, Ségou, Bamako, Sikasso, Koulikoro, Kayes sotto il controllo del governo di transizione e verso i paesi limitrofi in particolare in Burkina Faso e Niger.

A seguito dell’acuirsi del conflitto negli ultimi giorni il numero di persone in fuga sta aumentando e vi sono già ulteriori vittime civili. La situazione è aggravata inoltre dalla distruzione delle infrastrutture sanitarie, scolastiche e amministrative, dalla mancanza di carburante per fornire le stazioni di depurazione dell’acqua, dalle crescenti difficoltà di approvvigionamento di viveri e articoli essenziali per l’igiene. Per evitare infiltrazioni dei ribelli al Sud, tutte le strade risultano bloccate, aumentando così i rischi e la vulnerabilità per la popolazione civile.

La Caritas del Mali sta monitorando la situazione al fine di far fronte ai nuovi bisogni che stanno emergendo dall’intensificarsi del conflitto. A tal fine ha già predisposto un piano comune con Caritas Niger, Burkina Faso e Senegal per far fronte in modo esteso alla crisi. Le azioni più urgenti e immediate sono la distribuzione di kit igienico-sanitari, coperte, tende e kit di trattamento dell’acqua.

Oggi, 17 gennaio 2013, presso gli uffici di Caritas Diocesana Brescia, abbiamo incontrato don Emmanuel Nestor Kone, direttore della Caritas della diocesi di San (una delle sei diocesi del Mali), situata a 150 km dal conflitto, sul tragitto obbligato dei profughi, che per salvarsi si spostano dal nord del Mali verso le regioni del Centro e Sud. Il racconto della drammaticità della situazione, dei diritti umani violati si è accompagnato ad un appello per il sostegno all’accoglienza dei profughi.

A tal fine, anche Caritas Diocesana Brescia intende “farsi progetto” in aiuto alla popolazioni vittime di violenze e lancia un appello per sostenere gli interventi della rete caritas.

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Poster Sahel un distastro evitabile

Il Sahel ha fame e sete - aprile 2012

Dal 2000, le crisi alimentari nel Sahel sono frequenti. Oggi una nuova crisi minaccia in particolare Mali, Niger, Burkina Faso, Ciad, Mauritania, Senegal.

Nel 2011 la scarsità delle piogge e raccolti deficitari, unitamente a un aumento dei prezzi dei cereali e altri prodotti alimentari, hanno aggravato la situazione di vulnerabilità delle popolazioni della regione. Il Programma alimentare mondiale stima che oltre 13 milioni di persone (dati in continua evoluzione) siano in situazione di insicurezza alimentare, bisognose di urgente assistenza umanitaria.

Come detto, la regione è spesso esposta a crisi alimentari, anche a causa di fattori socio-economici e politici complessi. L’insicurezza alimentare e nutrizionale cronica si può infatti spiegare non solo con l’assenza di risorse alimentari, ma anche riferendosi a fattori quali il basso livello di guadagno da parte di agricoltori e allevatori, la difficoltà di accesso alle risorse comunitarie, la pressione demografica, un basso tasso di alfabetizzazione, la mancanza di accesso ai servizi di base, l’instabilità politica, la debolezza delle economie locali e la loro dipendenza dai mercati internazionali.

A tali cause strutturali si sovrappongono fattori di rischio congiunturali: la siccità in corso provoca una diminuzione della produzione agricola e il conseguente aumento considerevole dei prezzi dei cereali. [...]

La rete Caritas ha deciso nel breve termine di focalizzarsi su attività di prevenzione e gestione dei rischi, attraverso la distribuzione gratuita di sementi e viveri, il sostegno alle attività di piantagione e allevamento, forme alternative di aiuto (“denaro per lavoro”, “cibo per lavoro”). Sono inoltre stati lanciati, o stanno per esserlo, appelli d’emergenza.

Nel medio-lungo periodo, invece, la sfida maggiore è evitare ulteriori crisi, cercando di agire sulle cause strutturali della vulnerabilità cronica e rafforzando la capacità di farvi fronte da parte dei vulnerabili.

Tratto da ITALIA CARITAS - aprile 2012

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Nel settembre 2011, in concomitanza con la colletta nazionale per il Corno d’Africa, Caritas Italiana ha lanciato la campagna FAME DI PANE E DI FUTURO, una campagna di sensibilizzazione per la lotta alla fame, la sovranità alimentare e lo sviluppo sostenibile dei popoli. A partire da quattro parole chiave: terra, acqua, cibo e lavoro, essa si propone di sensibilizzare le comunità sulle problematiche connesse alla fame in Africa e nel mondo. Per ulteriori informazioni visita la pagina dedicata a questa campagna sul sito di Caritas Italiana.

Materiali per l'approfondimento e la sensibilizzazione:

  • il poster "Un disastro. Evitabile" (Caritas Italiana)
  • la scheda sul Sahel (Caritas Italiana)
  • il dossier "Le carestie nel Corno d'Africa e nel Sahel. Popoli pastori: una realtà eternamente in crisi?" (Caritas Italiana)

Liguria e Toscana: alluvione ottobre 2011

Sono sette le vittime accertate, mentre continuano le ricerche dei dispersi nelle zone dello Spezzino in Liguria e della Lunigiana in Toscana colpite dalle violentissime precipitazioni dei giorni scorsi.
Alcuni fiumi sono esondati e l'acqua ha creato colate di fango che scendendo dalle colline hanno travolto case, automobili, infrastrutture.
E' stato dichiarato lo stato di emergenza; una prima stima dei danni è di circa 90 milioni di euro.

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Giappone: terremoto-tsunami marzo 2011

«Prego per le vittime e per i loro familiari, e per tutti coloro che soffrono a causa di questi tremendi eventi. Incoraggio quanti, con encomiabile prontezza, si stanno impegnando per portare aiuto». Le parole pronunciate domenica dal Santo Padre incoraggiano gli sforzi della Chiesa in Giappone dopo il terremoto e lo tsunami che hanno colpito in particolare il nord del Paese.

S.E. Mons. Isao Kikuchi, presidente di Caritas Giappone, ringrazia per i messaggi di solidarietà e vicinanza ricevuti dalle Caritas di ogni continente e sottolinea la necessità di sentirsi uniti e sostenuti sia negli interventi di aiuto che nella preghiera.

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Da Onahama un ringraziamento per il contributo alla ricostruzione: leggi il messaggio.


Brasile: inondazioni gennaio 2011

Ampie zone del Brasile - Rio de Janeiro, Sul de Minas, Espírito Santo e São Paulo – risultano alluvionate, sommerse da acqua e fango.
La Conferenza episcopale del Brasile ha lanciato un appello insieme a Caritas Brasile, avviando una campagna di raccolta fondi e sottolineando nel contempo come con una maggiore prevenzione e attenzione al territorio si sarebbero potuti ridurre i danni e le vittime.

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Pakistan: alluvioni agosto 2010

Le terribili piogge monsoniche del mese di agosto hanno provocato in Pakistan il peggior disastro che si ricordi. L'entità dei danni è spaventosa: edifici distrutti, vie di comunicazione bloccate, coltivazioni fortemente danneggiate, condizioni igieniche pessime con un alto rischio di epidemie: si parla di migliaia di morti e circa 20 milioni di persone colpite.

La rete Caritas, in stretto contatto con Caritas Pakistan, si è mossa fin dai primi momenti per pianificare un programma di aiuti di emergenza (cibo, tende, medicinali...) per le popolazioni colpite dalle alluvioni.

La Conferenza Episcopale Italiana si è attivata da subito stanziando un milione di euro e invitando le comunità ecclesiali alla preghiera e al sostegno delle iniziative di solidarietà promosse dalla Caritas Italiana.

Anche Caritas diocesana di Brescia sostiene gli sforzi messi in campo dalla rete Caritas. In allegato i comunicati stampa.


mappa Cile

Cile: terremoto 27 febbraio 2010

Due anni dopo: storie di ricostruzione in Cile

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Sabato 27 febbraio un terremoto di magnitudo 8,8 della scala Richter ha colpito il Cile, causando oltre 700 morti e centinaia di migliaia di sfollati.
Fin dalle prime ore la rete Caritas si è attivata per dimostrare solidarietà e vicinanza alla popolazione cilena; Caritas Italiana ha lanciato un appello per poter contribuire quanto prima alla realizzazione di un piano di emergenza.
Queste le notizie pervenute da Caritas Italiana:


Il Presidente della Conferenza episcopale cilena, S.E.Mons. Alejandro Goic, ha confermato la pronta attivazione della Chiesa locale e in particolare della Caritas per stare accanto alle famiglie colpite e a quanti hanno perso affetti e abitazioni.
I centri Caritas nelle 5 arcidiocesi e nelle 18 diocesi del Paese sono stati mobilitati con il sostegno delle parrocchie.  Le comunità cilene sono state invitate a inviare offerte in denaro alla Caritas e a consegnare alimenti nelle parrocchie di Santiago, oltre che nei Collegi Isabel la Católica e Sagrados Corazones de Alameda, e nel Seminario Pontificio Minore. In particolare al momento sul posto non si raccolgono né vestiti, né medicinali, ma solo alimenti non deperibili: riso, pasta, latte in polvere, aceto.
Il vicario per la pastorale sociale e direttore della Caritas di Santiago, don Rodrigo Tupper ha lanciato a sua volta un appello alla solidarietà, chiedendo aiuti concreti. I primi aiuti si stanno distribuendo nelle zone di Maule e Bío Bío che sono le più colpite. La situazione resta comunque complessa e problematica.
S.E.Mons. Ricardo Ezzati, Arcivescovo di Concepción, stigmatizzando i comportamenti di quanti compiono “un secondo terremoto”, con azioni di sciacallaggio, ha ricordato l’impegno dell’arcidiocesi negli ultimi anni nel settore educativo e formativo che ha consentito di avere comunità fondamentalmente coese e solidali che sapranno affrontare anche questa sfida. Ha poi sottolineato che con il passare delle ore ci si sta organizzando sempre meglio, anche se permangono difficoltà di collegamento soprattutto con le parrocchie lungo la costa.
Per avere un quadro più preciso ed elaborare un primo piano di emergenza, è in corso in tutte le zone colpite una valutazione dei bisogni e delle situazioni che risultano al momento più urgenti.

Leggi il comunicato stampa.


L'alluvione in Albania

Immagini dell'alluvione in Albania

L'alluvione in Albania

Immagini dell'alluvione in Albania

Gli aiuti Caritas

Gli aiuti Caritas per l'Albania

Gli aiuti Caritas

La preparazione del tir con gli aiuti

Albania: inondazioni gennaio 2010

11 gennaio 2010: inondazioni nel distretto di Shkodra, Albania. Dalla Caritas solidarietà e vicinanza alle famiglie colpite.
Leggi il comunicato stampa.

Albert Nikolla, direttore della Caritas nazionale dell'Albania, manda i suoi ringraziamenti alla Caritas di Brescia per gli aiuti ricevuti.

Carissimi amici,

con la presente vorrei esprimere un ringraziamento particolare sia a nome della Conferenza Episcopale Albanese, della Caritas Albania che a nome mio personale per l’impegno e la vostra preziosa collaborazione nell’invio degli aiuti che ci saranno estremamente  utili in questi difficili giorni  d’inondazioni nella zona di Shkodra.
La situazione dopo le piogge torrenziali è migliorata un po’, ma comunque le difficoltà e la povertà nella zona sono fenomeni evidenti. Gli aiuti da voi inviati saranno equamente e direttamente distribuiti nella zona e nelle rispettive parrocchie e al riguardo avrete presto un dettagliato rapporto. Inoltre, tutto sarà rispecchiato sul nostro sito facilmente consultabile su internet:
www.caritasalbania.org.

La loro distribuzione è già cominciata; fino a questo momento 6 camion carichi di alimenti, riso, pasta ed altro (in tutto 401 colli), 40 materassi, 3 colli di coperte, 20 letti, materiale igienico, detersivi e pannolini - tutto materiale che risulta molto utile in queste freddissime giornate d’inverno nelle zone innondate.  Fino a questo momento i camion sono stati  inviati  a Shkodra citta’, a Dajc Bregu i Bunes e a Lac Vau i Dejes. Nel corso di questa settimana continuerà la distribuzione di questi aiuti nelle zone maggiormente colpite sempre ricorrendo alla collaborazione dei rappresentanti della Chiesa locale e delle parrocchie. Invieremo ogni settimana un report della distribuzione degli aiuti fino all’esaurimento completo del carico.

Colgo l’occasione di rivolgere un cordiale ed affettuoso saluto a tutti  voi che continuate con la fede nel Signore ad offrire solidarietà al popolo albanese.
Con la benedizione di Cristo,

Dr. Albert P. Nikolla
Direttore Nazionale  Caritas Albania